Call: Inchiesta “Dai Campi, al campo: per un’inchiesta sul dopo-sisma dei Sibillini”

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Dal 24 agosto operano nel cratere post-terremoto gruppi di volontari organizzati con le Brigate di Solidarietà Attiva (BSA). Centinaia di persone, decine di mezzi, tonnellate di beni distribuiti, assemblee, strutture e spazi ad uso pubblico, tutto in nome del mutualismo e dell’autorganizzazione. Elementi necessari nel momento dell’emergenza e ancor di più in quello della ricostruzione, quando sono le persone dei territori colpiti, gli abitanti del cratere, a dover decidere ed organizzare come tornare a vivere.
Le BSA nascono a seguito del terremoto aquilano e da subito operano cercando di sviluppare forme di autorganizzazione e protagonismo dei terremotati. La forma organizzativa si ispira alle prime forme di mutuo soccorso del movimento operaio e contadino italiano: elemento questo che porta le Bsa ad intrecciare la loro azione con il tema della crisi economica e dell’organizzazione della difesa dei diritti dei lavoratori. Dopo il terremoto aquilano hanno supportato molte lotte a difesa del lavoro contro le delocalizzazioni e sono tra gli organizzatori dello sciopero dei braccianti agricoli di Nardò contro schiavitù e caporalato. Sono stati operativi con le stesse modalità nel terremoto Emiliano ed oggi in quello del Centro Italia.
L’obiettivo di questa call è ricomporre il quadro delle differenze che si sta generando nel post-sisma del 2016, indagando l’eterogeneità delle soluzioni abitative e più in generale le fratture sociali che si stanno creando nelle comunità colpite dal sisma. Le metodologie utilizzate dipenderanno dalla sensibilità e dalla formazione degli integranti del gruppo, sebbene sia possibile prevedere l’integrazione di tecniche miste qualitative e quantitative.
La natura militante dell’inchiesta nasce dall’esigenza di mettere in relazione le conoscenze generate con la pratica mutualistica e la politica attiva: allo stesso modo è da queste pratiche che nasce la domanda di ricerca ed in queste trova il veicolo per avanzare.
Lanciamo quindi un appello a ricercatrici e ricercatori, a tesisti, studiosi, laureandi o
appassionati, perché rispondendo possano integrare un gruppo di ricerca autonomo e indipendente per un’inchiesta sul dopo-sisma del 2016.
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